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Fisiognomica
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La mwcgfisiognomica è una disciplina mwcwpseudoscientificacite-ref-1[1] che attraverso la mweafisiognomiacite-ref-2[2], mwfqfisiognomonia o mwfgfisiognomonicacite-ref-3[3] pretende di dedurre i caratteri mwgwpsicologici e mwhamorali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del mwhqvolto. Il termine deriva dalle parole greche mwhgphysis (natura) e mwhwgnosis (conoscenza). Fin dal mwiaXVI secolo questa disciplina godette di una certa considerazione tanto da essere insegnata nelle università. La parola fisiognomica o fisiognomia venne usata fra gli studiosi per distinguerla dal termine mwiqfisionomia (o mwigfisonomia) che ha un significato simile ma più generico.cite-ref-4[4]

Tutto il sapere umano si basa infatti sulla fisio-gnomica derivata dalla mwkafisio-nomia mwkqestetica della realtà. Ovverosia dal dedurre, attraverso i sensi e l'osservazione mwkgmorfo-genetica della natura, la sua intrinseca legge del mwkwdivenire in atto. La cosiddetta "fisio-gnosia" in cui rientrava pure l'uomo quale cosciente parte della legge naturale.

Contents

Note

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Descrizione

Esistono due principali tipi di fisiognomica:

• la fisiognomica predittiva assoluta, che sostiene una correlazione assoluta tra alcune caratteristiche fisiche (in particolare del viso) e i tratti caratteriali; queste teorie non godono più di credito scientifico.
• la fisiognomica scientifica, che sostiene una qualche mwmgcorrelazione statistica tra le caratteristiche fisiche (in particolare del viso) e i tratti caratteriali a causa delle preferenze fisiche di una persona dovute al comportamento corrispondente. La correlazione è dovuta al rimescolamento mwmwgenetico. Questo tipo di fisiognomica trova fondamento nel mwnadeterminismo genetico del carattere.

La fisiognomica nell'antichità

Riferimenti a relazioni tra l'aspetto di una persona e il suo carattere risalgono all'antichità e si possono rinvenire in alcune antiche poesie mwnwgreche. Le prime indicazioni allo sviluppo di una teoria in questo senso risultano nell'mwoaAtene del mwoqV secolo a.C. dove un certo Zopyrus si proclamava esperto di quest'arte.

I giovani che volevano entrare nella mwowscuola pitagorica dovevano dimostrare di essere già istruiti nella fisiognomica (ephysiognomonei).cite-ref-gellio-5-0[5]

Il filosofo mwqqAristotele, nel mwqgIV secolo a.C., si riferiva spesso a questo tipo di teorie anche con citazioni letterarie. Aristotele stesso era d'accordo con queste teorie come testimonia un passaggio di mwqwmwraAnalitici primi (2.27):

«È possibile inferire il carattere dalle sembianze, se si dà per assodato che il corpo e l'anima vengono cambiati assieme da influenze naturali: dico 'naturali' perché se forse, apprendendo la musica, un uomo fa qualche cambiamento alla sua anima, questa non è una di quelle influenze che sono per noi naturali; piuttosto faccio riferimento a passioni e desideri quando parlo di emozioni naturali. Se quindi questo è accettato e anche il fatto che per ogni cambiamento c'è un segno corrispondente, e possiamo affermare l'influenza e il segno adeguati ad ogni specie di animale, saremmo in grado di inferire il carattere dalle sembianze.»

(Traduzione A. J. Jenkinson)

Il primo trattato sistematico sulla fisiognomica giunto fino ad oggi è il volumetto mwrwPhysiognomica attribuito ad Aristotele ma più probabilmente frutto della sua scuola. È diviso in due parti e quindi probabilmente in origine erano due lavori separati. La prima sezione tratta soprattutto del comportamento umano sorvolando su quello degli animali. La seconda sezione è incentrata sul comportamento animale dividendo il regno animale in maschile e femminile. Da questo vengono dedotte corrispondenze tra l'aspetto umano e il comportamento.

Dopo Aristotele, i trattati più importanti sono:

• Polemo di Laodicea, mwswde Physiognomonia (mwtaII secolo a.C.), in greco
• Adamanzio il Sofista, mwtgPhysiognomica (mwtwIV secolo d.C.), in greco
• Anonimo latino, mwuqde Physiognomonia (IV secolo d.C.)

La fisiognomica moderna

La fisiognomica, in quanto studio delle particolarità del volto umano in grado di rivelare peculiarità caratteriali, era piuttosto diffusa nel mwwaRinascimento ed è risaputo che mwwqLeonardo ne era appassionato, come pure mwwgMichelangelo.

«Nello stesso passo, Condivi accenna all'intenzione di Michelangelo di scrivere un trattato di anatomia con particolare riguardo ai "moti" e alle "apparenze" del corpo umano. Esso evidentemente non si sarebbe fondato sui rapporti e sulla

geometria

, e nemmeno sarebbe strato empirico come quello che avrebbe potuto scrivere

Leonardo

; i termini "moti" ( che fa pensare alle "emozioni" oltre che ai "movimenti") e "apparenze" fanno invece ritenere che Michelangelo avrebbe insistito sugli

effetti

psicologici e visuali delle funzioni del corpo.»

(James Ackerman, L'architettura di Michelangelo, Torino, 1968, p. 13)

Il trattato di mwxqPomponio Gaurico intitolato mwxgDe Sculptura, pubblicato a Firenze nel 1504, presenta questo tipo di conoscenza nei termini seguenti:

«La fisiognomica è un tipo di osservazione, grazie alla quale dalle caratteristiche del corpo rileviamo anche le qualità dell'animo. [...] Se [gli occhi] saranno piuttosto grandi e con uno sguardo un po' umido, mostreranno un grande spirito, un'anima eccelsa e capace di grandissime cose, ma anche l'iracondo, l'amante del vino e il superbo senza misura: così dicono che fosse Alessandro il Macedone. [...] Se vedrai un naso pieno, solido e tozzo, come quello dei leoni e dei molossi, lo considererai segno di forza e arroganza. [...] La fronte quadrata, che ha la lunghezza quanto l'altezza, è indice evidentissimo di prudenza, saggezza, intelligenza, animo splendido»

(Estratti citati da Michiaki Koshikawa, Individualità e concetto. Note sulla ritrattistica del Cinquecento in: AA.VV., Rinascimento. Capolavori dei musei italiani. Tokyo-Roma 2001 (catalogo della mostra di Roma, Scuderie Papali del Quirinale. 15.09.2001-06.01.2002), Milano,Skira, 2001, p. 41)

Gli studi di fisiognomica influenzarono artisti del Cinquecento - come mwyqSofonisba Anguissola (mwygFanciullo morso da un gambero) e mwywFede Galizia (mwzaRitratto di Paolo Morigia) - nell'interpretazione dell'emotività del soggetto ritratto.

Il principale esponente della fisiognomica pre-positivista è stato il pastore svizzero mwzgJohann Kaspar Lavater (mwzw1741 - mwaa1801) che fu amico, per un breve periodo, di mwaqGoethe. Il saggio di Lavater sulla fisiognomica fu pubblicato per la prima volta in mwagtedesco nel mwaw1772 e divenne subito popolare. Venne poi tradotto in mwbafrancese ed mwbqinglese influenzando molti lavori successivi. Le fonti principali dalle quali Lavater trasse conferma per le sue idee furono gli scritti di mwbgGiambattista della Porta (mwbw1535 - mwca1615) e del fisico e filosofo inglese mwcqThomas Browne (mwcg1605 - mwcw1682) del quale lesse e apprezzò mwdaReligio medici. In questo lavoro Browne discute della possibilità di dedurre le qualità interne di un individuo dall'aspetto esteriore del viso:

«(...) nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima (...).»

(R.M., parte 2:2)

In seguito Browne affermò le sue convinzioni sulla fisiognomica nella sua opera mweaChristian Morals (mweg1675 circa):

«Poiché il sopracciglio spesso dice il vero, poiché occhi e nasi hanno la lingua, e l'aspetto proclama il cuore e le inclinazioni basta l'osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica....spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica...»

(C.M., Parte 2, sezione 9)

A Thomas Browne è accreditato l'uso della parola mwfqcaricatura in inglese, sulla quale si cercò di basare con fini illustrativi l'insegnamento della fisiognomica.

Browne possedeva alcuni scritti di Giambattista della Porta tra cui mwfwDella celeste fisionomiacite-ref-6[6]cite-ref-7[7] nel quale egli sosteneva che non sono gli astri ma il temperamento ad influenzare sia l'aspetto che il carattere. In mwiqDe humana physiognomia (mwig1586)cite-ref-8[8] cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11] Porta usò delle mwmwxilografie di animali per illustrare i tratti caratteristici dell'uomo. I lavori di Porta sono ben rappresentati nella libreria di Thomas Browne ed entrambi erano sostenitori della mwnamwnqdottrina delle firme — cioè, le strutture fisiche in natura come le mwngradici, i mwnwgambi e i mwoafiori di una mwoqpianta, sono chiavi indicative o mwogfirme delle loro proprietà medicamentose.

La popolarità della fisiognomica, nonostante precursori come mwpaMarin Cureau de La Chambre nel XVII secolo, crebbe soprattutto durante il mwpqXVIII e mwpgXIX secolo. Trovò in particolare nuovo vigore negli studi del celebre mwpwantropologo e mwqacriminologo italiano mwqqCesare Lombroso, il quale ne trasse ipotesi di mwqgapplicazioni pratiche nella criminologia forense e nella prevenzione dei reati, giungendo a predicare la mwqwpena capitale come unica soluzione contro la tendenza criminale innata e pertanto non educabile con la sola pena detentiva.

La fisiognomica influenzò anche altri campi al di fuori della scienza, come molti romanzieri europei tra i quali mwrqHonoré de Balzac; nel frattempo la 'Norwich connection' alla fisiognomica si sviluppò attraverso gli scritti di mwrgAmelia Opie e del viaggiatore e linguista mwrwGeorge Borrow, inoltre fra molti romanzieri inglesi del XIX secolo si diffuse l'uso di passaggi molto descrittivi dei personaggi e del loro aspetto fisiognomico in particolare mwsaCharles Dickens, mwsqThomas Hardy e mwsgCharlotte Brontë.

Nel XX secolo questa dottrina è stata da più parti tirata in campo a supporto di ideologie mwtaxenofobe e pseudo-studi sulla razza.

La mwtgfrenologia era pure considerata fisiognomica. Fu creata intorno al 1800 dai fisici tedeschi mwtwFranz Joseph Gall e mwuaJohann Spurzheim e si diffuse nel corso del XIX secolo in mwuqEuropa e negli mwugStati Uniti.

In sostanza la fisiognomica moderna subisce nel tempo una serie di modificazioni strutturali che la specializzano in varie discipline (dai primi rudimenti di psicanalisi alla antropologia criminale di mwvaCesare Lombroso). Essa infatti è proporzionale alle conoscenze del periodo, ma ancor più alle metodologie impiegate. Parlando infatti di fisiognomica moderna, si invade un campo vastissimo fatto di congetture neo-mwvqaristoteliche, ma anche di mirabolanti imprese mwvgantropologiche, come la macchina che misura le capacità intellettive umane partendo dall'analisi della forma del cranio, inventata dai fratelli Fowler. Tuttavia, che si tratti di tentativi pseudo-scientifici, o di volontari indottrinamenti razzisti, questo spesso strato di ricerche resta un monumento alle buone e alle cattive intenzioni umane, in quanto mai ha concesso prove scientificamente insindacabili. Il recentissimo studio del naturalista Dario David (mwwaLa vera storia del cranio di Pulcinella: le ragioni di Lombroso e le verità della fisiognomica), ha messo in evidenza quanto effimero sia il piedistallo antropocentrico, e nel contempo come possa essere studiato il volto umano, in relazione al comportamento, utilizzando il solo grandangolo dell'etologia comparata e dell'ecologia. I tratti somatici sono infatti indicativi di una regione ben identificabile per cultura, religione, storia, tradizioni o magari isolamento geografico. Se quei tratti somatici (ammesso che siano effettivamente diversi) si associano quindi ad un comportamento, che magari sarà tipico o frequente nel luogo, allora ecco la fisiognomica, o per lo meno una sua versione scientificamente accessibile, in grado di relazionare comportamento e sembianza.

Benedict Lust

Per mwwwBenedict Lust questa scienza non aveva nulla di pseudo-scientifico; egli aveva osservato, con il mwxametodo naturopatico che sviluppava in quegli anni, che quando la gente guariva, cambiava anche in volto. Eliminando le scorie e le tossine, il viso diventava più "snello": il doppio mento scompariva, tornava a vedersi il mwxqcollo in quei volti che prima lo avevano "sepolto" sotto strati di tessuto adiposo, anche i capelli in alcuni casi erano più folti.

Per tutto questo cominciò a sviluppare un sistema di diagnosi "all'inverso", ossia: se le modificazioni, una volta che la gente guariva da un determinato male erano costanti, allora significava anche che, quando e quanto più quelle caratteristiche facciali "sintomatiche" erano presenti in una persona, tanto più la persona era anche affetta da quel determinato "male" specifico di cui le alterazioni nel viso erano soltanto un sintomo.

Nonostante queste ulteriori mwyaopinioni, la fisiognomica non ha alcunché di scientificamente assodato, da più di un secolo.

Tra scienza e arte

A partire da Leonardo, dalle sue poche mwywcaricature pervenuteci, raccolte alla mwzabiblioteca di Christ Church e alla mwzqBiblioteca di Windsor, da mwzgRoberto Longhi considerate appunto «presunte caricature», si tratterebbe più che altro di studi fisionomici, considerato «l'interesse di Leonardo, scientifico non meno che artistico, ma analitico sempre, per questo genere di studi».cite-ref-12[12] Lo stesso senso hanno le mw0wConferenze sull'espressione e la fisionomia (1698) tenute da mw1aCharles Le Brun all'mw1qAccademia francese delle scienze.cite-ref-13[13] In letteratura troviamo tra gli altri mw2gPierre de Marivaux, che nel suo romanzo mw2wIl villan rifatto ovvero le memorie del signor*** (1735 - 1736), il protagonista viene assunto in una famiglia parigina soprattutto in base alla fisionomia, che non inganna. A questa visione pseudoscientifica il prete, arbitro della coscienza e della condotta della famiglia in questione, si oppone:«Chi vi ha garantito dei suoi costumi, della sua religione, del suo carattere? Un briccone non può avere la faccia di un onest'uomo?»cite-ref-14[14]

Fisiognomica e intelligenza artificiale

Alcune applicazioni dell'mw4gintelligenza artificiale in particolare nel campo del mw4wriconoscimento facciale si rifanno alle teorie fisiognomiche, con risultati controversicite-ref-15[15]cite-ref-16[16].

Note

cite-note-11. mw8gEnciclopedia Garzanti di Filosofia, Milano 1981, alla voce corrispondente.
cite-note-22. mw9gmw9wmw-afisiognomia nell'Enciclopedia Treccani, su mw-qwww.treccani.it. mw-gURL consultato il 29 luglio 2023.
cite-note-33. mw-gmw-wmwaqafiṡiognomonìa in Vocabolario - Treccani, su mwaqewww.treccani.it. mwaqiURL consultato il 29 luglio 2023.
cite-note-44. mwaqyVocabolario Treccani alla voce "Fisiognomia"
cite-note-gellio-55. mwaqoAulo Gellio, mwaqsNoctes Atticae, mwaqwI, 9, 1
cite-note-66. mwara(mwaremwariLA) Giovanni Battista Della Porta, mwarmmwarqmwaruCoelestis Physiognomoniamwary, in Alfonso Paolella (a cura di), mwarcEdizione Nazionale delle opere di Giovan Battista della Porta, vol. 1, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1996.
cite-note-77. mwarsAlfonso Paolella, mwarwmwar0mwar4G.B. Della Porta e l'astrologia: la Coelestis Physiognomoniamwar8, in M. Montanile (a cura di), mwasaAtti del Convegno "L'Edizione nazionale del teatro e l'opera di G.B. Della Porta", Salerno, 23 maggio 2002, Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici internazionali, 2004, pp.mwase 19-42.
cite-note-88. mwasuGiovanni Battista Della Porta, mwasymwascmwasgHumana Physiognomonia / mwaskDella Fisionomia dell'uomo libri seimwaso, in Alfonso Paolella (a cura di), mwassEdizione Nazionale delle opere di Giovan Battista della Porta, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2011/2013.
cite-note-99. mwas8Alfonso Paolella, mwatamwatemwatiL’autore delle illustrazioni delle Fisiognomiche di Della Porta e la ritrattistica. Esperienze filologiche, in "Atti del Convegno La “mirabile” Natura. Magia e scienza in Giovan Battista Della Porta (1535-1615)", Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore,, 2015, pp.mwatm 81-94.
cite-note-1010. mwatc(mwatgmwatkDE) Alfonso Paolella, mwatomwatsmwatwLa fisiognomica di G.B. Della Porta e la sua influenza sulle ricerche posteriori, in "Atti del Convegno Giovan Battista Della Porta nel IV Centenario della morte (1535-1615)", Piano di Sorrento, 27 febbraio 2015,, Roma, ed. Scienze e Lettere,, 2015, pp.mwat0 43-62.
cite-note-1111. mwaue(mwauimwaumDE) Alfonso Paolella, mwauqmwauumwauyDie Physiognomonie von Della Porta und Lavater und die Phrenologie von Gallmwauc, in mwaugMorgen-Glantz 18 (2008), "Zeitschrift der Christian Knorr von Rosenroth-Gesellschaft Naturmagie und Deutungskunst. Wege und Motive der Rezeption von Giovan Battista Della Porta in Europa - Akten der 17. Tagung der Christian Knorr von Rosenroth-Gesellschaft" - Herausgegeben von Rosmarie Zeller und Laura Balbiani, 2008, pp.mwauk 137-152.
cite-note-1212. mwau0Vittorio Rubiu, mwau4La caricatura, in mwau8Sansoni Scuola aperta, n.mwava 31, Firenze, 1973, pp.mwave 4-6.
cite-note-1313. mwavuCharles Le Brun, mwavyLe figure delle passioni, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1992.
cite-note-1414. mwavoPierre de Marivaux, mwavsIl villan rifatto ovvero le memorie del signor*** (1735 - 1736), Torino, Unione tipografico-Editrice Torinese, 1955, pp.mwavw 66-71.
cite-note-1515. mwawamwawewired.it, mwawihttps://www.wired.it/attualita/tech/2021/04/21/fisiognomica-computazionale-lombroso/mwawm Titolo mancante per url mwawqurl (aiuto).
cite-note-1616. mwawomwawsalmanacco.cnr.it, mwawwhttps://almanacco.cnr.it/articolo/12282/dalla-fisiognomica-all-intelligenza-artificialemwaw0 Titolo mancante per url mwaw4url (aiuto).

Voci correlate

• mwaxqBruno Lüdke, la più celebre vittima della Antropologia Criminale di Lombroso.
• mwaxyEmanuel Felke, studioso di mwaxcnaturopatia, applica l'mwaxgomeopatia, l'mwaxkiridologia e la fisiognomica
• mwaxsBenedict Lust, utilizza la Fisiognomica nella sua mwaxwdiagnosi medica e ne sviluppa una vertente tutta sua.

Discipline

• mwayaFrenologia
• mwayiPatognomia
• Personologia

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) physiognomy, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.